Padova, citta' d'arte, di cultura
e di grande valore religioso

 

 

Padova

Capoluogo di provincia della pianura padano-veneta, sul fiume Bacchiglione a 12 m. d’altezza sul livello del mare, Padova è una città di antichissime tradizioni artistiche e culturali, che vanta una delle più antiche Università del mondo. “Padovani gran dottori” recita una vecchia filastrocca veneta e vale ancora oggi, visto che lo storico ateneo patavino, tra i più prestigiosi d’Europa, sforna tuttora ottimi cervelli.
L’altro elemento fondamentale del suo patrimonio artistico è il cosiddetto ‘Santo’, ovvero la Basilica di S. Antonio, uno dei santuari più venerati al mondo.
Ma Padova è anche una città molto attiva, in continuo sviluppo, attestato dai nuovi moderni quartieri periferici industriali e residenziali. Da tempo il maggior mercato del Veneto e punto obbligato di transito delle linee di traffico con i Paesi dell’Europa centro orientale, è oggi un importante nodo stradale, ferroviario e fluviale.
Padova è soprattutto uno stupendo compromesso tra una città moderna e una culla di mille arti.

 

Padova storia

Rifacendosi alla letteratura latina e alle sue leggende, Virgilio narra che Padova fu fondata dal troiano Antenore dopo la distruzione di Troia nell’XI sec. a.C. (nel centro storico sono state rinvenute tracce di una civiltà paleoveneta).
Continuamente minacciata dai Galli, nel 225 a.C. si alleò contro di loro con Roma, a cui rimase sempre fedele. Per questo ottenne il riconoscimento della propria autonomia e nel 49 a.C. fu costituita a municipium. Divenne così ben presto una delle città più ricche dell’Impero e centro di raffinata cultura.
Non fu risparmiata dalle invasioni barbariche del V e VI sec. prima degli Unni e poi dei Longobardi. La rinascita ebbe inizio con la conquista franca alla fine del VII sec., ma come tutta l’Italia settentrionale, anche Padova subì più tardi le scorrerie degli Ungari e solo intorno al mille riuscì a riprendersi grazie al rafforzarsi dell’autorità vescovile sotto l’egida del Sacro Romano Impero.
Alla fine del 1100 si possono far risalire i primi nuclei stabili di mercato, più o meno dove sono oggi le piazze delle Erbe e della Frutta. Tra di esse sorse durante il secondo decennio del ‘200, il Palazzo della Ragione, fulcro e simbolo del Comune. In quest’epoca si ebbero opere fondamentali per l’assetto della città: la costruzione di una prima cinta di mura, l’istituzione dell’Università e i primi lavori verso l’edificazione di quella che sarà la Basilica del Santo, accanto al Prato della Valle, area destinata a fiere e mercati.
Dopo varie burrascose vicende, si compì il processo di transizione dal regime comunale a quello signorile con l’affermazione della famiglia dei da Carrara. Sotto la loro guida, dal 1318 al 1405, la città conobbe momenti di potenza e splendore, che permisero una nuova sistemazione architettonica e urbanistica, con l’aiuto dei migliori artisti dell’epoca tra cui Giotto, Giovanni Pisano, Giusto de’ Menabuoi e Altichiero.
Le possibilità di espansione dei Carraresi furono fortemente ostacolate dai vicini milanesi e veneziani e furono questi ultimi ad avere la meglio sulla famiglia, conquistandosi il controllo della città. Sotto il governo della Serenissima Padova si abbellì ad opera di grandi artisti rinascimentali come Donatello e Andrea Mantenga e fu realizzata la scenografica sistemazione del Prato della Valle. I veneziani riuscirono a mantenere il potere fino all’invasione francese del 1797. Col Trattato di Campoformio fu ceduta all’Austria, per essere in seguito rioccupata dai Francesi. Nel 1866, con unanime plebiscito, entrò nel Regno d’Italia.
In questo secolo ebbe inizio l’opera di disgregazione dell’antico tessuto urbano con l’abbattimento delle mura, la demolizione dei borghi medioevali e l’interramento dei canali.
Nel periodo della prima e della seconda guerra mondiale, la città fu bombardata e andarono persi i preziosi affreschi della Cappella Ovetari agli Eremitani.

 

Padova da vedere

Con le sue caratteristiche strade a portici, le sue belle piazze e le antiche chiese spesso coronate da cupole e torri di suggestione orientale, Padova presenta una topografia irregolare, con il vecchio centro storico quasi tutto raggruppato sulla destra del Bacchiglione, tra il fiume e il canale Piovego.
La visita tradizionale comincia dal ‘Santo’, nome con cui si intende la Basilica di S. Antonio, che è ancora tutto o quasi tutto per la città, persino dal punto di vista del turismo dato il richiamo esercitato dalla Basilica ad otto cupole. Fu eretta come monumentale riparo alle spoglie del religioso portoghese nel periodo che va dal 1232 al 1310. E’ oggi un armonioso insieme di stili diversi, in cui la struttura romanica si fonde con gli elementi gotici e bizantini delle cupole, un unicum nella storia dell’architettura italiana del XIII secolo. L’interno a tre navate è un concentrato di capolavori. Ma quello che richiama un gran numero di pellegrini è la cappella maggiore che conserva le reliquie del Santo, tra cui quella ‘della lingua incorrotta’.
Un’immancabile meraviglia nei pressi del Santo è il secolare Orto Botanico. Appartenente all’Università e fondato nel 1545 come ‘Orto dei Semplici’ (piante officinali), è la più antica raccolta di piante d’Europa. E’ diviso in quattro settori e ogni pianta reca il nome scientifico e la famiglia, per piante che possono avere anche oltre cinque secoli, come la Palma di Goethe, davanti alla quale il poeta tedesco elaborò molte teorie naturalistiche.
Ancora accanto alla Basilica, si apre Prato della Valle, una delle più grandi piazze d’Europa (circa 90.000 mq.). Risale al 1775 nella sua versione ‘finale’ particolarmente suggestiva, circondata nell’isola centrale dalle statue dei notabili dell’epoca. Ma fin dall’epoca romana fu sede del teatro Zairo e nei secoli successivi ospitò feste, mercati, giochi, spettacoli e, dal 1608, la fiera del Santo.
La Cappella degli Scrovegni dall’altra parte della città, è un altro dei gioielli di Padova, con il ciclo di affreschi di Giotto meglio conservati al mondo (Storia della Vergine e di Cristo 1302 – 1306), di eccezionale importanza per l’innovativo realismo introdotto dal toscano nell’arte figurativa del tempo. Sorse nel 1303 sull’area dell’anfiteatro romano, comprata da Enrico Scrovegni per costruirci il suo fastoso palazzo. La Cappella, che era collegata ad esso attraverso una loggia, ha un’architettura molto semplice, perfetta per dare la possibilità ad un grande artista come Giotto di organizzare liberamente lo spazio attraverso la sua pittura.
Il Palazzo del Bo è sede del famoso Ateneo Patavino dal XVI sec.. Sorta sull'area dell'antico albergo all'insegna del Bue (Bo'), la sede dell'Università degli Studi venne ristrutturata nel XVI secolo da Andrea Moroni, quindi tra il 1940 e il 1956 ad opera di Giò Ponti. Vi si conserva il teatro anatomico di G. Acquapendente e la cattedra di Galilei.
Il Palazzo della Ragione, eretto nel 1218, è riconosciuto come uno dei più insigni monumenti civili eretti in Europa all'epoca dei Comuni. E’ detto ‘Salone’ per l’ampia aula con soffitto ligneo a volta voluta, tra il 1306 e il 1308, da fra' Giovanni degli Eremitani che trasformò i tre grandi ambienti in cui era suddiviso il piano superiore in un'unica sala. Lunga quasi 82 metri, larga oltre 27, con una nuova copertura a forma di carena di nave rovesciata, è la più grande sala pensile al mondo. Decine di "botteghe" sotto i due lunghi "volti" del palazzo hanno dato vita ad un pittoresco mercato coperto, a completamento degli antichi mercati delle due piazze tra cui sorge, Piazza delle Erbe e Piazza della Frutta.
Il Palazzo del Capitanio, costruito nel 1598 - 1605, su un precedente palazzo gotico della famiglia dei Carraresi principi di Padova, incorpora al centro la Torre dell’Orologio. In un maestoso arco trionfale spicca il quadrante decorato in oro e turchese, il primo in Italia a segnare non solo le ore, i minuti e i giorni del mese, ma anche l’anno, le fasi lunari e le posizioni del sole rispetto ai segni dello Zodiaco.
La Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo o degli Eremitani fu costruita nel Duecento e rielaborata nel secolo successivo quando Fra' Giovanni degli Eremitani la munì del soffitto ligneo che ancora si vede, fu gravemente lesionata durante un bombardamento. All'interno sono custodite, tra l'altro, due grandi tombe trecentesche di principi carraresi. Fu decorata dai migliori artisti del ‘300 e ‘400, in particolare da Andrea Mantenga, che affrescò la Cappella degli Ovetari. Ma proprio i suoi capolavori andarono distrutti nella seconda guerra mondiale.
Non si può mancare di visitare anche il Caffè Pedrocchi. Sede nel 1848 dei movimenti di insurrezione patavina, è da sempre il ritrovo per studenti ed insegnanti della vicina Università del Bo. La sala nobile era un tempo suddivisa in salette, frequentate ognuna da una precisa categoria di clientela. Al piano nobile ci sono varie sale visitabili: la sala Greca, la sala Romana, la sala Pompeiana, la sala Rinascimentale, la grande sala da ballo e la sala egizia, tutte affrescate e finemente decorate.

 

Padova come arrivare

In auto
Su Padova convergono le seguenti strade statali:
SS 11 - Padana superiore da Milano- Verona- Vicenza.
SS 47 della Valsugana da Trento-Bassano del Grappa.
SS 307 del Santo da Belluno-Feltre-Castelfranco
SS 11 - Padana Superiore da Venezia per Riviera del Brenta.
SS 16 Adriatica da Bologna-Ferrara-Rovigo-Mantova.
SS 250 - delle Terme da Abano Terme. Ingresso in città da Porta S. Giovanni
Autostrade
A4 Padova-Verona-Brescia-Milano. Uscita Casello Padova OVEST
A4 Padova-Venezia (collegamenti con Tarvisio e Trieste) Uscita Casello Padova EST
A13 Padova-Bologna-Firenze-Roma-Ancona-Bari. Uscita Casello Padova SUD. Raccordi con svincoli a Padova Zona Industriale e Padova Est.

In treno
Padova si trova sulla linea Roma- Firenze-Bologna-Venezia e sulla linea Venezia-Milano.

In aereo
L’aeroporto più vicino è lo scalo internazionale “Marco Polo” di Venezia Tessera che dista 45 km da Padova ed è raggiungibile con un servizio di pullman gestito dalla SITA.
Per informazioni su voli e servizi dell’aeroporto, Tel. 041 2609240 - 2609250

 

Padova come circolare

A piedi
Padova è un luogo da conoscere senza fretta e, per quanto possibile, a piedi, anche se piove, perché si può continuare il passeggio in tranquillità sotto i portici che un catasto napoleonico del 1811 misurava con ammirazione in 24 km ( che si sappia solo Bologna ne ha di più lunghi).

Mezzi pubblici
Autobus regionali -SITA P.le Boschetti -
Autobus Urbani - APS-

In taxi
Radio Taxi

 

Padova cucina

La pianura padovana ha un sussulto nei colli euganei che portano in tavola i sapori del bosco e una grande varietà di vini. Per quello che concerne più da vicino la tradizione culinaria della città, essa è nota soprattutto per l'utilizzo di animali di bassa corte, tra cui la singolare gallina padovana a tutti ormai nota, le oche e i suini, da cui il prelibato prosciutto Berico-Euganeo. Padova in cucina non rinnega quindi le proprie origini contadine, a differenza di altre città dello stesso Veneto, che hanno sviluppato tradizioni per così dire aristocratiche.

 

Padova shopping

Per chi apprezza le voci genuine è tappa obbligata il mercato ortofrutticolo che c'è tutte le mattine, tranne la domenica, in Piazza delle Erbe e della Frutta. Per chi desidera gli ambienti aristocratici, molto vicino alle stesse piazze, la città offre quello che Stendhal definì 'Le milleur café d'Italie', il Caffè Pedrocchi. Per le persone che amano l'artigianato, ci sono a Padova numerose botteghe artigiane, fucine di antichi mestieri, come quello del liutaio e dell'orafo e importanti laboratori di sartoria.

 

Padova Fiera

Padova è sede di una grande fiera campionaria internazionale (prima metà di giugno), istituita nel 1919, importante soprattutto per la meccanica, l'edilizia, l'agricoltura, la motorizzazione e l'arredamento. Per informazioni Ente Padovafiere

| www.padova-hotels.com | informazioni | segnala albergo e bed & breakfast |