Ville Venete a Padova
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Dove:
Piazzola Sul Brenta
Web:
www.villacontarini.com
Email:
contar@tin.it
Telefono:
049 5590238

Villa Contarini
Uno dei complessi più grandiosi del Veneto; si trova al centro di un sistema microurbanistico comprendente la grande piazza semicircolare, il canale cui si collegano bacini e peschiere e il vasto parco.

Rappresenta uno degli esempi monumentali più scenografici di villa. Secondo un'antica tradizione, la villa sorge sulle fondamenta di un antico castello dei Carraresi. Nel 1546 i due fratelli Paolo e Francesco Contarini fecero edificare il nucleo centrale della villa, affidando forse il progetto ad Andrea Palladio. Essa assunse l'aspetto attuale nella seconda metà del Seicento allorchè Marco Contarini, procuratore della Serenissima, ampliò l'edificio facendo erigere le due maestose ali laterali simmetriche e decorate da una fitta schiera di sculture, balaustre e cornici conferendogli un tipico aspetto barocco. Nell'Ottocento i Camerini, all'epoca proprietari del complesso, rimaneggiarono molti ambienti interni portando nuovamente la villa ad un periodo di intenso splendore. Acquistata nel 1969 da un industriale di origini venete, venne da questi aperta al pubblico e lasciata nel 1986 alla Fondazione Ghirardi. Di notevole interesse la Sala della Chitarra Rovesciata, la cui particolare struttura architettonica garantisce un'acustica eccezionale. Un sistema di canali corre intorno alla villa ad alimentare le peschiere. Il vasto giardino-parco comprende anche un laghetto.

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Dove:
Galzignano Terme
Web:
valsanzibiogiardino.it
Email:
info@valsanzibiogiardino.it
Telefono:
328 6482894

Villa Barbarigo Ardemani
La villa (XVII.secolo) è immersa in uno dei più importanti ed integri giardini d'epoca esistenti. Notevole anche il labirinto e l'ingresso monumentale.

Calata nel dolce scenario dei Colli Euganei, la sobria ed elegante Villa Barbarigo stupisce il visitatore con il suo magnifico parco, splendido esempio di giardino barocco all'italiana considerato fra i più importanti ed integri d'Europa. La villa fu edificata verso la metà del XVII secolo per la famiglia del senatore veneziano Zuane Francesco Barbarigo. Qui dimorò a lungo anche il vescovo di Padova Gregorio Barbarigo che fu l'ispiratore della complessa simbologia del parco che copre oltre 150.000 mq: giochi d'acqua, cascate, peschiere si alternano a statue (opera del Merengo) e piante secolari. Di particolare rilevanza il labirinto antico di bosso, che si sviluppa per oltre 1500 mt lineari, e l'ingresso monumentale detto "Arco di Diana". La Villa è ora di proprietà della famiglia Pizzoni Ardemani, che ha provveduto a ristrutturare il complesso, rendendo visitabile il parco.

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Dove:
Selvazzano Dentro
Web:
www.lamontecchia.it
Email:
lamontecchia@lamontecchia.it
Telefono:
049 637294

Villa Emo Capodilista
Una delle più originali costruzioni della fine del Cinquecento. Sorge in posizione dominante su di un rialzo collinoso ed ha forma quadrata con vasti loggiati aperti e decorati da affreschi.

Questa originale villa, animata dalla fantasia mondana del tardomanierismo, venne costruita a partire dal 1560 circa su commissione della famiglia Capodilista, la quale affidò il progetto all'architetto-pittore Dario Varotari, discepolo di Paolo Veronese. Egli ne curò anche la decorazione eseguendo un mirabile ciclo di affreschi con scene mitologiche, episodi di storia romana, decorazioni floreali e grottesche. La villa, di impianto quadrato e caratterizzata da un doppio ordine di logge su tutti e quattro i lati, è coronata da una terminazione mistilinea, simile a una merlatura. Sorge sulla cima di un colle ed è inserita nel contesto di un ampio parco sistemato geometricamente. La corte ospita una raccolta di attrezzi della civiltà rurale.

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Dove:
Galliera Veneta
Web:
Email:
 
Telefono:
049.9470877

Villa Capello Comello detta "Imperiale"
Una delle ville più imponenti del territorio. Fu così chiamata perché di proprietà dell'Imperatrice Anna Maria di Savoia, moglie di Ferdinando I, Imperatore d'Austria.

Edificata nel 1545 dai nobili veneziani Cappello, la villa venne forse progettata da Andrea Palladio. Successivi ampliamenti e modifiche hanno reso il complesso grandioso: il palazzo presenta un lungo prospetto ritmato da coppie di lesene su cui appoggia una lunga trabeazione che abbraccia l'intero edificio. Ha ingresso colonnato e sopraelevazione con terrazza e lanterna. Di fronte al pronao d'ingresso, una bella fontana. Di fronte, le due barchesse porticate sono separate verso la strada da una cancellata in ferro. L'estremità delle barchesse si conclude con due torri merlate con tetto a pagoda. La barchessa a ovest ha incorporato l'oratorio che verso l'esterno presenta una facciata classica, con il frontone coronato di statue. Possiede un vasto parco con colline, peschiera, ponticelli sospesi e altri elementi scenografici. Dal 1808 ci furono vari passaggi di proprietà: nel 1858 divenne proprietà di Anna Maria di Savoia che aveva sposato Ferdinando I, Imperatore austriaco: da allora la villa si chiamò Imperiale. Successivamente, la Villa venne acquistata dalla famiglia Raggio De Micheli di Genova (1896). Nel 1929 la Villa, nel complesso decaduta, venne posta all'asta. Rilevata dall'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, venne trasformata in Sanatorio. Attualmente è sede di alcuni reparti dipendenti dall'U.L.S.S. n° 15 Cittadella-Camposampiero.

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Dove:
Cinto Euganeo
Web:
Email:
Telefono:
0429 644050

Villa Contarini Piva
Edificio della fine del Cinquecento arricchito da pregevoli affreschi e stucchi.

Venne costruita dai Contarini nella prima metà del Cinquecento. Ampliata nel primo Settecento (1704), poi di nuovo nel 1763 con la realizzazione dell'ala sud. La villa fu in quel secolo abbellita sia all'esterno, con la sistemazione nel giardino di numerose statue del Bonazza (di cui purtroppo solo sei sono giunte fino a noi) e la decorazione all'interno delle sale con un ciclo di affreschi di Jacopo Guarana. Di particolare interesse gli affreschi del salone che rappresentano scene tratte dal Pastor fido. Da notare gli importanti stucchi che abbelliscono la sala da gioco e la barchessa.

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Dove:
Battaglia Terme
Web:
www.villa-selvatico.it
Email:
info@villa-selvatico.it
Telefono:
0444 240380

Villa Selvatico Sartori
Villa del XVI sec. con cupolino e bella scalinata scolpita a mano. Da notare il giardino, ridisegnato nel 1818 da Jappelli, affreschi di Luca Ferrari da Reggio (1650) sul tema della leggenda Antenorea.

Il complesso monumentale di Villa Selvatico è situato sul colle di Sant'Elena, da cui si domina un ampio panorama. Iniziato nel 1593 per volere di Bartolomeo Selvatico, si è sviluppato nel primo Seicento e completato nel 1650. La costruzione rappresenta un'espressiva anticipazione delle originali soluzioni proposte dallo stile del Barocco: sono coraggiosamente accostati elementi classici ad elementi medievali e addirittura orientaleggianti. Le quattro facciate della villa, pressoché identiche, portano al centro un doppio ordine di colonne sovrapposte e torrette merlate ai lati. Centrata su quattro timpani, emerge una caratteristica cupola orientaleggiante rivestita di piombo. Nel Salone Nobile, al primo piano, si possono ammirare gli splendidi affreschi opera di Luca Ferrari da Reggio (1650) che si rifanno alla leggenda di Antenore, fondatore della città di Padova. Il soffitto del salone, riccamente decorato ed affrescato, porta al centro una tela ottagonale del "Padovanino" in cui sono celebrati i fasti della famiglia Selvatico. Suggestiva è la scalinata che parte dall'ampia terrazza e conduce al maestoso parco ottocentesco in un'atmosfera da sogno. Il parco e il caratteristico percorso d'acqua sono stati progettati da Giuseppe Jappelli, ispiratosi ai Campi Elisi e al lago Averno descritti da Virgilio nell'Eneide. Di notevole interesse i cinque laghetti termali sullo sfondo di maestosi ed esotici alberi secolari.

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Dove:
Candiana
Web:
Email:
Telefono:
049.5349602

Villa Garzoni
Una delle ville più maestose della zona. Si tratta della sola villa di Jacopo Sansovino situata nella terraferma di Venezia.

Villa Garzoni fu costruita per ordine di Alvise Garzoni dopo il 1527 su progetto di Jacopo Sansovino all'interno di una vasta pianura bonificata dagli stessi proprietari. Il prospetto principale della villa è caratterizzato dall'ariosità del portico a cinque arcate, cui corrispondono altrettante aperture nella loggia soprastante. Dietro il piano di facciata, una folta schiera di archi, che si ripetono in profondità, determina un cannocchiale prospettico che termina nella campagna. La forma del cortile, ma soprattutto le arcate nella facciata, fanno entrare per la prima volta la classicità nell'architettura rurale del Veneto costituendo l'antecedente diretto delle ville del Palladio dopo il 1550. I locali di servizio, i due piani nobili sono strutturati con un doppio loggiato centrale a semicolonne -doriche sotto, ioniche sopra- e, nelle parti laterali, da tre assi di finestre centinate. All'interno, le stanze sono caratterizzate da caminetti decorati da cariatidi marmoree del Sansovino e della sua scuola e da alari del Vittoria.

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Dove:
Noventa Padovana
Web:
Email:
Telefono:
049.625066

Villa Giovanelli
Una delle più belle ville tardo-seicentesche del Veneto. E' una "Villa Tempio" caratterizzata dal classico Pronao e da una bellissima scalinata ornata di statue.

L'edificio, che sorge sulla sponda sinistra del Piovego, venne commissionato nella seconda metà del XVII secolo dal Patriarca di Venezia Federico Maria Giovanelli all'architetto Antonio Gaspari, che adottò uno stile dichiaratamente palladiano. La splendida scalinata d'accesso con il pronao venne invece realizzata nel 1738 su progetto dell'architetto Giorgio Massari in occasione del passaggio di Amalia di Polonia diretta a Napoli per sposare Carlo di Borbone. Anche le statue, rappresentanti le allegorie dei Cinque Sensi e della Ragione, furono realizzate allora da Antonio Tarsia, Antonio Gai e dai fratelli Groppelli. All'interno si conservano stucchi e dipinti su tela ad affreschi, alcuni recuperati solamente grazie a recenti restauri ed attribuiti a Sebastiano Ricci. Gli affreschi presenti sulle pareti del salone centrale sono attribuiti a Giuseppe Angeli e rappresentano episodi di storia greca. Dell'immenso parco, ornato con fontane, serre, padiglioni, labirinto, statue e torrette belvedere oggi purtroppo non esiste più nulla. Nel 1955 la villa divenne proprietà dei frati minori conventuali di Sant'Antonio che vi aprirono l'orfanotrofio, ora "Villaggio Sant'Antonio".

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Dove:
Piombino Dese
Web:
www.camarcello.it
Email:
camarcello@email.it
Telefono:
049.9350340

Villa Marcello
Edificio di origine Cinquecentesca, poi ampliato, interamente decorato ed arredato nel '700, in stile palladiano, ha una fronte equilibrata con un solido corpo centrale inquadrato da semicolonne ioniche. Timpano coronato da statue e fiancheggiato da due basse terrazze su portici ad archi bugnati. Affreschi di G.B. Crosato (1736).

Venne edificata nel 1550 per volere dei figli del nobile veneziano Andrea Marcello. Ricevuta per linea femminile dai Maruzzi nel 1725, dopo varie vicissitudini tornò alla famiglia di origine nel 1825. Le linee architettoniche della villa richiamano lo stile del Pizzocaro, pero non vi sono documenti che ne avvalorino l'attribuzione. E' invece certa l'attribuzione dell'intervento settecentesco ad opera di Francesco Maria Preti. L'edificio è caratterizzato da un corpo centrale su due piani con ai lati due raccordi laterali con balaustra, cui si congiungono perpendicolarmente le due barchesse simmetriche. All'interno si conserva un ciclo di affreschi di Giambattista Crosato (1736), realizzato verso la metà del Settecento con Episodi della vita di Alessandro Magno alle pareti e L'Olimpo sul soffitto del salone centrale. Il giardino anteriore è all'italiana con la fontana arricchita dall'elemento statuario centrale, i giochi di fiori, prati, siepi e le altre statue mitologiche. L'ampio parco secolare, di circa 7 ettari, circonda la villa tra lunghi viali alberati dove si incontrano numerose essenze, alcune tricentenarie e molto rare. Sempre nel parco si trovano la torre, la colombaia, la cappella gentilizia e un'ampia peschiera. Infine alcune parti sono a bosco, con varie statue raffiguranti animali e personaggi realistici o fiabeschi (curiose sono le serie dei nani e delle scimmie musicanti).

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Dove:
Limena
Web:
Email:
Telefono:
049 767311

Villa Pacchierotti Trieste
Indubbiamente una bellissima dimora della fine del Seicento. Villa composta da un edificio centrale sormontato da timpano ed accentuato da un portico disposto su tre piani.

Venne edificata sulla stessa area in cui esisteva un'antica fortificazione di cui rimane traccia nella zona della barchessa. La facciata, caratterizzata da un pronao a tre ordini sovrapposti (toscano, ionico e composito) è abbastanza anomala rispetto alle tradizionali ville venete. A fianco della villa vi è un bell'oratorio al cui interno si conservano alcune statue attribuite al Marinali, che rappresentano la Madonna con ai lati i santi Domenico e Gaetano Thiene. Tutto il complesso si trova collocato in un ampio parco.


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Dove:
Vescovana
Web:
www.villapisani.it
Email:
info@villapisani.it
Telefono:
0425 920016

Villa Pisani Bolognesi Scalabrin
Dimora monumentale costruita nella seconda metà del Cinquecento. Ritrovo di intellettuali e artisti nonché dimora di visitatori di sangue reale. Notevole il giardino all'italiana.

Costruita negli ultimi decenni del Cinquecento sulle rovine dell'antica rocca del paese dal Cardinale Francesco Pisani, la villa è dotata di vasti saloni e contiene affreschi di Paolo Veronese, Giambattista Zelotti, Dario Varotari e del fiammingo L. Toupet. Nel corso degli anni è stata punto di ritrovo di intellettuali e artisti angloamericani nonché dimora di visitatori di sangue reale. Qui soggiornarono l'Imperatrice di Germania Vittoria e la Regina di Svezia. Villa Pisani è circondata da un ampio giardino "all'italiana" costruito verso la metà dell'Ottocento, perfetto ed autentico esempio del gusto Vittoriano. Concepito per essere osservato dalle terrazze del Piano Nobile, il giardino ha una disposizione geometrica a ventaglio di rara suggestione panoramica. Inoltre, un settore di parco romantico all'inglese, la cappella, il teatro, le barchesse ed un tempietto neogotico progettato da Pietro Selvatico e costruito dal Gradenigo per ospitare le salme della famiglia. Possibilità di soggiorno con sistemazione Bed&Breakfast.

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Dove:
Vò Euganeo
Web:
Email:
Telefono:
049.9940123

Villa Sceriman Santasofia
Immersa nei vigneti dei Colli Euganei, la villa è un antico complesso rurale del XVI secolo, opera minore del Palladio. Oggi è adibita ad azienda vitivinicola con possibilità di degustazione di prodotti locali.

Si tratta di un bell'edificio costruito nel Cinquecento in stile palladiano, con al centro pronao tetrastilo sormontato da timpano e comprende numerose adiacenze e un labirinto. La famiglia dei Santa Sofia era già prima insediata in questi territori, forse ancora nel XII secolo: infatti un disegno risalente a quest'epoca mostra già l'esistenza di un edificio. La famiglia Sceriman, di origini armene, divenne proprietaria della villa e dei terreni circostanti nel 1740. Il complesso venne completamente restaurato ed ampliato nel 1959. Oggi la villa è adibita ad azienda vitivinicola; le ex- scuderie ospitano l'enoteca con possibilità di degustazioni enogastronomiche.

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Dove:
Vigodarzere
Web:
Email:
Telefono:
049.8871059

Villa Zigno detta "La Certosa"
In riva al fiume sorge il complesso architettonico dell'ex-Certosa del XVI secolo. Visitabili il chiostro maggiore (con conci in cotto e archi a tutto sesto) e quello minore (con colonne doriche ad anelli sovrapposti).

Il vasto complesso archittettonico sede dei Certosini dal 1550, è oggi in gran parte trasformato in azienda agricola e versa in stato di abbandono. Un documento religioso permette di fissare la data iniziale dei lavori nel 1534. Vi operarono Andrea Moroni, attivo a Padova, a cui si deve la facciata della chiesa e Andrea Della Valle, istriano, nominato architetto della fabbrica nel 1560. Soppressa la comunità conventuale nel 1768, andarono distrutti parte dei chiostri, il campanile, le cappelle e la cupola della chiesa e asportati pregevoli dipinti. La chiesa, dedicata ai santi Girolamo e Bernardo, una volta ridotta di dimensioni, venne utilizzata come tomba di famiglia dei De Zigno. Si sono salvati due lati del primo e due del secondo chiostro su cui si aprono tre celle a due piani, separate sul retro da un porticato doppio. Il chiostro maggiore è elegante con conci in cotto a quadrelli sagomati sulla balaustra che chiude gli ariosi archi classicheggianti; il minore, retto da colonne doriche ad anelli sovrapposti e da arcate in bugnato, è rustico ed insieme raffinato. Il complesso fu adattato ad abitazione nel secolo XIX e subì nel corso dei secoli notevoli cambiamenti. Oggi, impegnativi lavori di restauro stanno riportando all'aspetto originale i vari chiostri, la foresteria, le celle monacali e la chiesa.

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Dove:
Villanova di Camposampiero
Web:
Email:
Telefono:
049.9222111

Villa Badoer Micheli Ruzini
Bella villa affrescata risalente al secolo XVI. Oggi sede del Municipio di Villanova di Camposampiero.

L'edificio venne edificato per volere della famiglia Badoer nel Cinquecento, ma l'aspetto attuale risale al Settecento, quando vennero fatte numerose modifiche, tra le quali l'aggiunta delle ali laterali e del pronao tetrastilo con colonne ioniche sormontate da timpano. All'interno le sale sono decorate con affreschi che narrano episodi tratti da Battaglie della Serenissima e le vicende della famiglia Ruzini. L'oratorio, fatto edificare da Girolamo Ruzini sul finire del Seicento, è stato demolito in epoca recente.

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Dove:
San Giorgio in Bosco
Web:
 
Email:
 
Telefono:
049 9453211

Villa Bembo
Dimora nobiliare veneziana risalente alla seconda metà del XVI secolo, le cui imponenti barchesse, restaurate dall’Amministrazione comunale, dal 2001 ospitano il Municipio. Il complesso necessita di urgenti restauri.

Situata a lato della chiesa parrocchiale, mostra ancora di essere stata un bel complesso edilizio di notevole rilievo architettonico. Distribuiti nell’ampio spazio, un tempo recintato da muretta, restano il palazzo con loggia centrale al piano terra, ai lati due barchesse porticate ed altre adiacenze. Vi era pure un’oratorio scomparso già verso la fine del 1800 e di cui non si sa l’ubicazione. Da segnalare il cancello in ferro battuto, pregevole lavoro artigianale, unico superstite dell'antica recinzione esterna.

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Dove:
Campo San Martino
Web:
 
Email:
 
Telefono:
 

Villa Breda
Costruita su incarico dell'ingegner Ernesto Breda come residenza di villeggiatura. Nel 1956 è divenuta proprietà dell'ULSS di Cittadella, prima come casa di cura, poi come ricovero per anziani.

La villa è stata fortemente rimaneggiata ed ampliata nel corso dell'Ottocento, epoca a cui risale la lunga barchessa. La villa si imposta su pianta rettangolare, con due corpi aggettanti che inquadrano la parte centrale del prospetto. Questo presenta al piano terra tre aperture a pieno sesto. La decorazione del sottotetto in stile secessione viennese è stato eseguito nel corso dei restauri di fine Ottocento.

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Dove:
Montegrotto Terme
Web:
 
Email:
 
Telefono:
049.793384

Villa Draghi
Inserita nello splendido scenario di un parco che ricopre una superficie di circa 316.000 mq., è localizzata su di un poggio di mezza costa del Monte Alto (207m), nella cittadina termale di Montegrotto Terme.

La villa, ora abbandonata e in forte stato di degrado, venne edificata in stile eclettico tra il 1848 ed il 1850 su un preesistente edificio settecentesco ed è caratterizzata da merlature di coronamento e facciate con finestre ogivali. Trentasei erano gli ambienti che costituivano il corpo principale del palazzo che si sviluppava su più piani; a questo si affiancavano la foresteria, una stalla e la “chiesola”, al di sotto dei quali si estendevano le cantine. Il parco è ora utilizzato come area di verde pubblico comunale.

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Dove:
Bagno
Web:
 
Email:
 
Telefono:
049.5380008

Villa Widmann Borletti
Uno dei maggiori complessi monumentali del Padovano. Centro di cultura e arti accolse ospiti illustri tra cui Goldoni e Pastò.

La villa sorse nella seconda metà del Seicento sull'area in precedenza occupata dal monastero e dalla chiesa di San Michele ed è tradizionalmente attribuita a Baldassar Longhena (sebbene si sia fatto il nome anche di Andrea Cominelli e di Domenico Rossi). I conti Widmann, patrizi veneziani originari da una famiglia mercantile della Carinzia, eressero la villa in centro al paese e ne fecero il centro della loro corte agricola e cenacolo culturale. La facciata principale del palazzo, prospiciente la piazza, si ispira alla veneziana Cà Rezzonico. Pareti e soffitti dei saloni interni sono affrescati con scene allegoriche e mitologiche attribuite a vari pittori settecenteschi tra cui G.B.Pittoni e D. Pastò, autore anche dei fondali scenici del teatro della villa. Il teatro era molto conosciuto nel Settecento per la presenza di Carlo Goldoni e di attori della Commedia dell'Arte. Nell'ampio giardino di gusto francese sono presenti ben 190 statue a grandezza naturale, commissionate dai Widmann ad Antonio Bonazza, raffiguranti contadini, cavalieri, popolani e gentildonne dell'epoca. Alla villa è annessa un'azienda vinicola.

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Dove:
Sant'Elena d'Este
Web:
 
Email:
 
Telefono:
0429.690021

Villa Miari de Cumani
Originariamente una fortezza medievale, l'edificio fu ampliato e reso abitativo nella seconda metà del Seicento e poi ristrutturato come villa nel XVIII e XIX secolo. Possibilità di soggiorno con sistemazione Bed&Breakfast.

La villa sorse probabilmente su una fortificazione medievale, adeguata ad abitazione nel Seicento, quando subì un ulteriore ampliamento. L'aspetto attuale risale però alla fine dell'Ottocento. La villa è circondata da una cinta muraria merlata ed è composta da più corpi collegati tra loro. All'interno si può ammirare una notevole biblioteca con l'arredamento originale del XVIII secolo, una bella sala "dei Ventagli" decorata agli inizi del Novecento da Achille Casanova ed altre sale tra cui quella detta "del Palma" dove sono custodite le tele attribuite a Palma il Giovane. Il vasto parco di circa otto ettari è stato ideato e realizzato da Giuseppe Jappelli attorno al 1860 in perfetto stile romantico e vi sono sistemate piante esotiche, piccole costruzioni di gusto eclettico, una grotta e un laghetto. Interessante anche la grande barchessa, utilizzata come deposito di attrezzi rurali.

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Dove:
Battaglia Terme
Web:
www.castellodelcatajo.it
Email:
info@castellodelcatajo.it
Telefono:
049.9100411

Villa Obizzi - Castello del Catajo
Imponente complesso il cui aspetto esterno richiama decisamente l'immagine di una fortezza militare. Dalle ampie terrazze esterne si gode una splendida vista sull'anfiteatro collinare che circonda il castello.

Il Catajo sorge sulle pendici del Montenuovo ed è circondato da un ampio giardino con vari elementi architettonici e scultorei. L'edificio venne costruito tra il 1570 e il 1573 come villa privata, anche se per la sua imponenza ed il suo aspetto fortificato non è inappropriato l'appellativo di "castello". La villa venne costruita su progetto dell'architetto Andrea della Valle per volere del condottiere Pio Enea I degli Obizzi, famoso per aver inventato l'obice, rispecchiandone in questo modo il carattere militare. Dopo l'estinzione della famiglia, il castello passò dapprima agli Estensi, poi agli Asburgo che lo sfruttarono come tenuta di caccia. Nel 1929 divenne, infine, proprietà della famiglia Dalla Francesca, attuale proprietaria. La struttura, di proporzioni imponenti (vi sono più di 350 stanze), è abbellita all'interno da un importante ciclo di affreschi dipinti da Gianbattista Zelotti, allievo di Paolo Veronese, con partiture architettoniche entro cui sono le Gesta degli Obizzi ordinate in sequenza cronologica. Il vasto parco circostante è ricco di alberi secolari e presenze vegetali di notevole interesse. Una parte del parco si snoda sulle pendici di un piccolo colle ed era un tempo riserva di caccia dei proprietari, da cui il nome Parco dei Daini. Il complesso può ospitare congressi, convegni e feste.

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Dove:
Piombino Dese
Web:
 
Email:
 
Telefono:
049 9365017

Villa Cornaro
Villa del XVI sec., opera di Andrea Palladio, di particolare interesse poichè si tratta di una delle poche ville da lui progettate priva di barchesse. Interessante il vasto salone aperto alla campagna ma separato dal pronao.

La villa venne progettata da Andrea Palladio tra il 1551 e il 1554 su commissione del nobile veneziano Giorgio Cornaro, che volle edificare una dimora che servisse alla famiglia durante il periodo della semina e del raccolto. L'edificio si sviluppa su due piani a pianta quadrata, con due facciate: una verso la strada, l'altra verso la campagna. Ancora incompleta nel 1582, la villa venne terminata (forse sotto la direzione dello Scamozzi) nel 1596, con l'inserimento del loggiato al piano superiore. All'interno, l'atrio rettangolare è retto da quattro colonne architravate. Alle pareti le nicchie ospitano statue rappresentanti personaggi di casa Cornaro, opera di Camillo Mariani. Mattia Bortoloni vi dipinse un ciclo di affreschi tra il 1716 e il 1718. Da notare anche gli splendidi caminetti di marmo e gli stucchi settecenteschi di Bartolomeo Cabianca. Ammirevole l'originale distribuzione delle stanze con l'atrio al piano terra e la sala al piano superiore che assolvono il ruolo di collegamento tra le varie stanze dell'edificio, esaltandone così l'ampiezza. Da notare infine le numerose colonne e le candide statue che arricchiscono l'interno assieme ad affreschi settecenteschi con episodi biblici.

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Dove:
Torreglia
Web:
Email:
Telefono:
049 5211118

Villa dei Vescovi
Elegante residenza cinquecentesca a pianta quadrata immersa nel verde dei Colli Euganei. Di particolare interesse gli affreschi interni a motivi floreali.

La villa sorse agli inizi del cinquecento sui resti del castello medievale di Torreglia, su progetto dell'architetto veronese Giovanni Maria Falconetto, quale residenza estiva del vescovo di Padova. La costruzione, proseguita nel 1567 sotto la guida di Andrea della Valle, giunse a termine una decina di anni dopo. La massiccia struttura della villa si staglia nel giardino con delle poderose arcate al piano terra, riproposte più leggere nel loggiato del primo piano. Al suo interno si conservano degli affreschi a motivi floreali e raffigurazioni mitologiche attribuite al pittore fiammingo Lambert Sustris (metà sec. XVI.).

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Dove:
Monselice
Web:
www.lispida.com
Email:
info@lispida.com
Telefono:
0429.780530

Villa Italia - Castello di Lispida
Il monastero di Lispida e le successive modifiche archittettoniche sorge in posizione isolata e tranquilla nel cuore del Colli Euganei. Gode di un ambiente ideale per la coltivazione della vite e dell'olivo.

La costruzione sorge sui resti di un convento di Agostiniani fondato nel XII secolo. Nel 1792 i resti del monastero vennero acquistati dai conti Corinaldi, che fecero edificare la villa e iniziarono l'attività di produzione di vini, divenuti famosi in tutta Europa, così come le cantine, scavate nella roccia del monte per un'estensione di circa 2000 metri quadrati (le più grandi cantine storiche del Veneto). Durante la prima Guerra Mondiale vi fu ospitato Vittorio Emanuele III, da cui acquisì il nome di Villa Italia. Divenuto di proprietà degli Sgaravatti nel 1926 e abbandonata per alcuni decenni la vocazione vitivinicola, il complesso completamente restaurato è poi ritornato a quest'attività.

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Dove:
Monselice
Web:
 
Email:
 
Telefono:
0429.781970

Villa Emo Cortuso Maldura
Costruita dall'architetto Vincenzo Scamozzi con una chiara influenza palladiana. Composta da un blocco isolato molto semplice. Da segnalare inoltre il giardino all'italiana.

La villa venne edificata nel 1588 su progetto di Vincenzo Scamozzi per la famiglia dei Contarini. Passata in proprietà dei Maldura, la villa venne infine acquisita dagli Emo Capodilista. Essa è caratterizzata dal pronao aggettante sostenuto da quattro colonne corinzie con capitelli in cotto, cui si accede da due rampe di scale laterali. Durante i recenti restauri sono riapparsi all'interno alcuni lacerti di affreschi che, secondo la tradizione, sarebbero opera di Paolo Veronese. Il giardino all'italiana è di recente realizzazione: i lavori hanno ripristinato le peschiere originali.

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Dove:
Cadoneghe
Web:
www.villadaponte.it
Email:
info@villadaponte.it
Telefono:
049.8876822

Villa Da Ponte ora Vergerio
Villa del XVII secolo, che ha subito numerosi rimaneggiamenti nel corso dei secoli successivi. Di notevole interesse la Sala da Musica.

La villa prende il nome dalla nobile famiglia veneziana che già dal 1600 qui aveva vasti possedimenti. La costruzione fu voluta come casa di villeggiatura dal N.H. Nicolò Da Ponte verso la metà del Settecento, ampliando verso Est i già esistenti fabbricati dell’azienda agricola. Il corpo ad "U" mostra verso Ovest la facciata principale con la Sala da Musica, vero gioiello del complesso, e a fianco con il piccolo campaniletto, l’oratorio dove sono sepolte le salme dei Da Ponte. Una lapide sul frontespizio dell’oratorio ricorda il giorno della consacrazione (14 ottobre 1749) a S. Giuseppe con la presenza di Lorenzo Da Ponte fratello di Nicolò, allora vescovo di Ceneda, ora Vittorio Veneto. All'interno della villa sono visibili gli splendidi affreschi attribuiti al tiepolesco Giambattista Crosato, risalenti al 1743. L’intera composizione riveste un notevole interesse artistico e storico particolarmente per la vivacità cromatica e l’ariosità dell’insieme.

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Dove:
Vigonza
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Villa Da Peraga
L’edificio più importante del paese è il “Castello dei Da Peraga”. Acquistato nel 1885 dal Comune, occupa il luogo dove un tempo sorgeva la fortezza dei “Peraga”.

Dell’esistenza di un castello a Peraga si ha notizia dal 1958, fu quasi completamente distrutto nel 1319 da Jacopo da Carrara; gli abitanti e le carte topografiche hanno sempre indicato il luogo come “Il Castello”. Nei tempi del dominio veneziano, il castello, già così legato alle vicende della storia padovana (i Da Peraga risultavano essere per importanza la 2^ famiglia del padovano), perse il carattere di fortezza per le mutate condizioni politiche, militari e sociali e divenne un palazzo-castello, dimora abituale di villeggiatura di famiglie signorili come i veneziani Michelis. Il palazzo-castello del 1400 a seguito di numerosi rimaneggiamenti e passato a vari proprietari, acquisì l’attuale struttura di dimora mobiliare veneta (villa Bettanini). Nel corso del 1800 fu aggiunta l’ala ovest e fu scavata una canaletta intorno alla villa, di gusto romantico, oggi interrata. Dalla nobile famiglia dei Da Peraga uscirono personaggi illustri, dei quali il più celebre fu Bonaventura (1332-1388), teologo Cardinale agostiniano, al quale è dedicata la via principale. Il castello oggi, con gli ampi spazi che mette a disposizioni a tutta la comunità vigontina, con l’ampio parco, vero polmone verde, è luogo di manifestazioni, iniziative ed incontri sociali a favore della cittadinanza.

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Dove:
Monselice
Web:
 
Email:
 
Telefono:
0429.72628 0429.783026

Villa Duodo Valier
Proprietà della Regione Veneto, oggi sede dell'Istituto di Idrologia dell'Università di Padova. Da notare l'imponente scalinata.

Nel 1592 Pietro Duodo incaricò l'amico Vincenzo Scamozzi di costruire una villa e una nuova chiesa sui resti di un antico fortilizio carrarese e di un convento di monache. Lungo la strada che portava alla villa furono innalzate sette cappelle per le indulgenze. Intorno al 1740 Andrea Tirali eresse una nuova ala. Egli arricchì la facciata della villa di statue e rilievi. Sul retro della villa fu edificata un'imponente scalinata che seguiva il declivio del monte. Gli interventi successivi alla costruzione dello Scamozzi diedero un'eccessiva teatralità alla struttura ma rimane comunque una testimonianza di effetto. Sulla piazza, all'interno di nicchie, i busti di tre Duodo, opera di Alessandro Vittoria. Numerosi interventi hanno reso di scarso interesse gli interni della villa.

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Dove:
Mandriola
Web:
www.villamolin.it
Email:
info@villamolin.it
Telefono:
049 8670344

Villa Molin
Sorge alle porte di Padova lungo il canale della Battaglia presso il ponte della Cagna
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La villa fu commissionata nel 1597 dall'ambasciatore veneziano Nicolò Molin e realizzata da Vincenzo Scamozzi. Ha una pianta centrale quadrata con un pronao con colonne ioniche sul lato canale, che chiaramente richiama la Rotonda del Palladio. Nella guerra 1915-18 la villa fu usata dagli alti comandi militari e fu sede dei negoziati che precedettero l'armistizio di Villa Giusti (3-11-1918) che pose fine alla guerra.

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