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Ville Venete
a Padova
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Dove:
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Piazzola Sul Brenta
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Web:
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www.villacontarini.com
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Email:
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contar@tin.it
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Telefono:
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049 5590238
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Villa Contarini
Uno dei complessi più grandiosi del Veneto; si trova
al centro di un sistema microurbanistico comprendente la grande
piazza semicircolare, il canale cui si collegano bacini e peschiere
e il vasto parco.
Rappresenta uno degli esempi monumentali più
scenografici di villa. Secondo un'antica tradizione, la villa
sorge sulle fondamenta di un antico castello dei Carraresi. Nel
1546 i due fratelli Paolo e Francesco Contarini fecero edificare
il nucleo centrale della villa, affidando forse il progetto ad
Andrea Palladio. Essa assunse l'aspetto attuale nella seconda
metà del Seicento allorchè Marco Contarini, procuratore
della Serenissima, ampliò l'edificio facendo erigere le
due maestose ali laterali simmetriche e decorate da una fitta
schiera di sculture, balaustre e cornici conferendogli un tipico
aspetto barocco. Nell'Ottocento i Camerini, all'epoca proprietari
del complesso, rimaneggiarono molti ambienti interni portando
nuovamente la villa ad un periodo di intenso splendore. Acquistata
nel 1969 da un industriale di origini venete, venne da questi
aperta al pubblico e lasciata nel 1986 alla Fondazione Ghirardi.
Di notevole interesse la Sala della Chitarra Rovesciata, la cui
particolare struttura architettonica garantisce un'acustica eccezionale.
Un sistema di canali corre intorno alla villa ad alimentare le
peschiere. Il vasto giardino-parco comprende anche un laghetto.
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Dove:
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Galzignano Terme
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Web:
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valsanzibiogiardino.it |
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Email:
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info@valsanzibiogiardino.it
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Telefono:
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328 6482894 |
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Villa Barbarigo Ardemani
La villa (XVII.secolo) è immersa in uno dei più
importanti ed integri giardini d'epoca esistenti. Notevole anche
il labirinto e l'ingresso monumentale.
Calata nel dolce scenario dei Colli Euganei, la
sobria ed elegante Villa Barbarigo stupisce il visitatore con
il suo magnifico parco, splendido esempio di giardino barocco
all'italiana considerato fra i più importanti ed integri
d'Europa. La villa fu edificata verso la metà del XVII
secolo per la famiglia del senatore veneziano Zuane Francesco
Barbarigo. Qui dimorò a lungo anche il vescovo di Padova
Gregorio Barbarigo che fu l'ispiratore della complessa simbologia
del parco che copre oltre 150.000 mq: giochi d'acqua, cascate,
peschiere si alternano a statue (opera del Merengo) e piante secolari.
Di particolare rilevanza il labirinto antico di bosso, che si
sviluppa per oltre 1500 mt lineari, e l'ingresso monumentale detto
"Arco di Diana". La Villa è ora di proprietà
della famiglia Pizzoni Ardemani, che ha provveduto a ristrutturare
il complesso, rendendo visitabile il parco.
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Dove:
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Selvazzano Dentro |
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Web:
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www.lamontecchia.it
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Email:
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lamontecchia@lamontecchia.it
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Telefono:
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049 637294 |
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Villa Emo Capodilista
Una delle più originali costruzioni della fine del
Cinquecento. Sorge in posizione dominante su di un rialzo collinoso
ed ha forma quadrata con vasti loggiati aperti e decorati da affreschi.
Questa originale villa, animata dalla fantasia
mondana del tardomanierismo, venne costruita a partire dal 1560
circa su commissione della famiglia Capodilista, la quale affidò
il progetto all'architetto-pittore Dario Varotari, discepolo di
Paolo Veronese. Egli ne curò anche la decorazione eseguendo
un mirabile ciclo di affreschi con scene mitologiche, episodi
di storia romana, decorazioni floreali e grottesche. La villa,
di impianto quadrato e caratterizzata da un doppio ordine di logge
su tutti e quattro i lati, è coronata da una terminazione
mistilinea, simile a una merlatura. Sorge sulla cima di un colle
ed è inserita nel contesto di un ampio parco sistemato
geometricamente. La corte ospita una raccolta di attrezzi della
civiltà rurale.
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Dove:
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Galliera Veneta |
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Web:
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Email:
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Telefono:
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049.9470877 |
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Villa
Capello Comello detta "Imperiale"
Una delle ville più imponenti del territorio. Fu
così chiamata perché di proprietà dell'Imperatrice
Anna Maria di Savoia, moglie di Ferdinando I, Imperatore d'Austria.
Edificata nel 1545 dai nobili veneziani Cappello,
la villa venne forse progettata da Andrea Palladio. Successivi
ampliamenti e modifiche hanno reso il complesso grandioso: il
palazzo presenta un lungo prospetto ritmato da coppie di lesene
su cui appoggia una lunga trabeazione che abbraccia l'intero edificio.
Ha ingresso colonnato e sopraelevazione con terrazza e lanterna.
Di fronte al pronao d'ingresso, una bella fontana. Di fronte,
le due barchesse porticate sono separate verso la strada da una
cancellata in ferro. L'estremità delle barchesse si conclude
con due torri merlate con tetto a pagoda. La barchessa a ovest
ha incorporato l'oratorio che verso l'esterno presenta una facciata
classica, con il frontone coronato di statue. Possiede un vasto
parco con colline, peschiera, ponticelli sospesi e altri elementi
scenografici. Dal 1808 ci furono vari passaggi di proprietà:
nel 1858 divenne proprietà di Anna Maria di Savoia che
aveva sposato Ferdinando I, Imperatore austriaco: da allora la
villa si chiamò Imperiale. Successivamente, la Villa venne
acquistata dalla famiglia Raggio De Micheli di Genova (1896).
Nel 1929 la Villa, nel complesso decaduta, venne posta all'asta.
Rilevata dall'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, venne
trasformata in Sanatorio. Attualmente è sede di alcuni
reparti dipendenti dall'U.L.S.S. n° 15 Cittadella-Camposampiero.
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Dove:
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Cinto Euganeo |
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Web:
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Email:
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Telefono:
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0429 644050 |
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Villa Contarini Piva
Edificio della fine del Cinquecento arricchito da pregevoli
affreschi e stucchi.
Venne costruita dai Contarini nella prima metà
del Cinquecento. Ampliata nel primo Settecento (1704), poi di
nuovo nel 1763 con la realizzazione dell'ala sud. La villa fu
in quel secolo abbellita sia all'esterno, con la sistemazione
nel giardino di numerose statue del Bonazza (di cui purtroppo
solo sei sono giunte fino a noi) e la decorazione all'interno
delle sale con un ciclo di affreschi di Jacopo Guarana. Di particolare
interesse gli affreschi del salone che rappresentano scene tratte
dal Pastor fido. Da notare gli importanti stucchi che abbelliscono
la sala da gioco e la barchessa.
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Dove:
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Battaglia Terme |
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Web:
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www.villa-selvatico.it
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Email:
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info@villa-selvatico.it
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Telefono:
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0444 240380 |
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Villa Selvatico Sartori
Villa del XVI sec. con cupolino e bella scalinata scolpita
a mano. Da notare il giardino, ridisegnato nel 1818 da Jappelli,
affreschi di Luca Ferrari da Reggio (1650) sul tema della leggenda
Antenorea.
Il complesso monumentale di Villa Selvatico è
situato sul colle di Sant'Elena, da cui si domina un ampio panorama.
Iniziato nel 1593 per volere di Bartolomeo Selvatico, si è
sviluppato nel primo Seicento e completato nel 1650. La costruzione
rappresenta un'espressiva anticipazione delle originali soluzioni
proposte dallo stile del Barocco: sono coraggiosamente accostati
elementi classici ad elementi medievali e addirittura orientaleggianti.
Le quattro facciate della villa, pressoché identiche, portano
al centro un doppio ordine di colonne sovrapposte e torrette merlate
ai lati. Centrata su quattro timpani, emerge una caratteristica
cupola orientaleggiante rivestita di piombo. Nel Salone Nobile,
al primo piano, si possono ammirare gli splendidi affreschi opera
di Luca Ferrari da Reggio (1650) che si rifanno alla leggenda
di Antenore, fondatore della città di Padova. Il soffitto
del salone, riccamente decorato ed affrescato, porta al centro
una tela ottagonale del "Padovanino" in cui sono celebrati
i fasti della famiglia Selvatico. Suggestiva è la scalinata
che parte dall'ampia terrazza e conduce al maestoso parco ottocentesco
in un'atmosfera da sogno. Il parco e il caratteristico percorso
d'acqua sono stati progettati da Giuseppe Jappelli, ispiratosi
ai Campi Elisi e al lago Averno descritti da Virgilio nell'Eneide.
Di notevole interesse i cinque laghetti termali sullo sfondo di
maestosi ed esotici alberi secolari.
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Dove:
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Candiana |
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Web:
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Email:
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Telefono:
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049.5349602 |
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Villa Garzoni
Una delle ville più maestose della zona. Si tratta
della sola villa di Jacopo Sansovino situata nella terraferma
di Venezia.
Villa Garzoni fu costruita per ordine di Alvise
Garzoni dopo il 1527 su progetto di Jacopo Sansovino all'interno
di una vasta pianura bonificata dagli stessi proprietari. Il prospetto
principale della villa è caratterizzato dall'ariosità
del portico a cinque arcate, cui corrispondono altrettante aperture
nella loggia soprastante. Dietro il piano di facciata, una folta
schiera di archi, che si ripetono in profondità, determina
un cannocchiale prospettico che termina nella campagna. La forma
del cortile, ma soprattutto le arcate nella facciata, fanno entrare
per la prima volta la classicità nell'architettura rurale
del Veneto costituendo l'antecedente diretto delle ville del Palladio
dopo il 1550. I locali di servizio, i due piani nobili sono strutturati
con un doppio loggiato centrale a semicolonne -doriche sotto,
ioniche sopra- e, nelle parti laterali, da tre assi di finestre
centinate. All'interno, le stanze sono caratterizzate da caminetti
decorati da cariatidi marmoree del Sansovino e della sua scuola
e da alari del Vittoria.
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Dove:
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Noventa Padovana
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Web:
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Email:
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Telefono:
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049.625066 |
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Villa Giovanelli
Una delle più belle ville tardo-seicentesche del Veneto.
E' una "Villa Tempio" caratterizzata dal classico Pronao
e da una bellissima scalinata ornata di statue.
L'edificio, che sorge sulla sponda sinistra del
Piovego, venne commissionato nella seconda metà del XVII
secolo dal Patriarca di Venezia Federico Maria Giovanelli all'architetto
Antonio Gaspari, che adottò uno stile dichiaratamente palladiano.
La splendida scalinata d'accesso con il pronao venne invece realizzata
nel 1738 su progetto dell'architetto Giorgio Massari in occasione
del passaggio di Amalia di Polonia diretta a Napoli per sposare
Carlo di Borbone. Anche le statue, rappresentanti le allegorie
dei Cinque Sensi e della Ragione, furono realizzate allora da
Antonio Tarsia, Antonio Gai e dai fratelli Groppelli. All'interno
si conservano stucchi e dipinti su tela ad affreschi, alcuni recuperati
solamente grazie a recenti restauri ed attribuiti a Sebastiano
Ricci. Gli affreschi presenti sulle pareti del salone centrale
sono attribuiti a Giuseppe Angeli e rappresentano episodi di storia
greca. Dell'immenso parco, ornato con fontane, serre, padiglioni,
labirinto, statue e torrette belvedere oggi purtroppo non esiste
più nulla. Nel 1955 la villa divenne proprietà dei
frati minori conventuali di Sant'Antonio che vi aprirono l'orfanotrofio,
ora "Villaggio Sant'Antonio".
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Dove:
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Piombino Dese |
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Web:
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www.camarcello.it
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Email:
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camarcello@email.it
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Telefono:
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049.9350340 |
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Villa Marcello
Edificio di origine Cinquecentesca, poi ampliato, interamente
decorato ed arredato nel '700, in stile palladiano, ha una fronte
equilibrata con un solido corpo centrale inquadrato da semicolonne
ioniche. Timpano coronato da statue e fiancheggiato da due basse
terrazze su portici ad archi bugnati. Affreschi di G.B. Crosato
(1736).
Venne edificata nel 1550 per volere dei figli
del nobile veneziano Andrea Marcello. Ricevuta per linea femminile
dai Maruzzi nel 1725, dopo varie vicissitudini tornò alla
famiglia di origine nel 1825. Le linee architettoniche della villa
richiamano lo stile del Pizzocaro, pero non vi sono documenti
che ne avvalorino l'attribuzione. E' invece certa l'attribuzione
dell'intervento settecentesco ad opera di Francesco Maria Preti.
L'edificio è caratterizzato da un corpo centrale su due
piani con ai lati due raccordi laterali con balaustra, cui si
congiungono perpendicolarmente le due barchesse simmetriche. All'interno
si conserva un ciclo di affreschi di Giambattista Crosato (1736),
realizzato verso la metà del Settecento con Episodi della
vita di Alessandro Magno alle pareti e L'Olimpo sul soffitto del
salone centrale. Il giardino anteriore è all'italiana con
la fontana arricchita dall'elemento statuario centrale, i giochi
di fiori, prati, siepi e le altre statue mitologiche. L'ampio
parco secolare, di circa 7 ettari, circonda la villa tra lunghi
viali alberati dove si incontrano numerose essenze, alcune tricentenarie
e molto rare. Sempre nel parco si trovano la torre, la colombaia,
la cappella gentilizia e un'ampia peschiera. Infine alcune parti
sono a bosco, con varie statue raffiguranti animali e personaggi
realistici o fiabeschi (curiose sono le serie dei nani e delle
scimmie musicanti).
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Dove:
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Limena |
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Web:
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Email:
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Telefono:
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049 767311 |
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Villa Pacchierotti Trieste
Indubbiamente una bellissima dimora della fine del Seicento. Villa
composta da un edificio centrale sormontato da timpano ed accentuato
da un portico disposto su tre piani.
Venne edificata sulla stessa area in cui esisteva
un'antica fortificazione di cui rimane traccia nella zona della
barchessa. La facciata, caratterizzata da un pronao a tre ordini
sovrapposti (toscano, ionico e composito) è abbastanza
anomala rispetto alle tradizionali ville venete. A fianco della
villa vi è un bell'oratorio al cui interno si conservano
alcune statue attribuite al Marinali, che rappresentano la Madonna
con ai lati i santi Domenico e Gaetano Thiene. Tutto il complesso
si trova collocato in un ampio parco.
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Dove:
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Vescovana |
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Web:
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www.villapisani.it
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Email:
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info@villapisani.it
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Telefono:
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0425 920016 |
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Villa Pisani Bolognesi Scalabrin
Dimora monumentale costruita nella seconda
metà del Cinquecento. Ritrovo di intellettuali e artisti
nonché dimora di visitatori di sangue reale. Notevole il
giardino all'italiana.
Costruita negli ultimi decenni del Cinquecento
sulle rovine dell'antica rocca del paese dal Cardinale Francesco
Pisani, la villa è dotata di vasti saloni e contiene affreschi
di Paolo Veronese, Giambattista Zelotti, Dario Varotari e del
fiammingo L. Toupet. Nel corso degli anni è stata punto
di ritrovo di intellettuali e artisti angloamericani nonché
dimora di visitatori di sangue reale. Qui soggiornarono l'Imperatrice
di Germania Vittoria e la Regina di Svezia. Villa Pisani è
circondata da un ampio giardino "all'italiana" costruito
verso la metà dell'Ottocento, perfetto ed autentico esempio
del gusto Vittoriano. Concepito per essere osservato dalle terrazze
del Piano Nobile, il giardino ha una disposizione geometrica a
ventaglio di rara suggestione panoramica. Inoltre, un settore
di parco romantico all'inglese, la cappella, il teatro, le barchesse
ed un tempietto neogotico progettato da Pietro Selvatico e costruito
dal Gradenigo per ospitare le salme della famiglia. Possibilità
di soggiorno con sistemazione Bed&Breakfast.
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Dove:
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Vò Euganeo
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Web:
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Email:
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Telefono:
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049.9940123 |
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Villa Sceriman Santasofia
Immersa nei vigneti dei Colli Euganei, la
villa è un antico complesso rurale del XVI secolo, opera
minore del Palladio. Oggi è adibita ad azienda vitivinicola
con possibilità di degustazione di prodotti locali.
Si tratta di un bell'edificio costruito nel Cinquecento
in stile palladiano, con al centro pronao tetrastilo sormontato
da timpano e comprende numerose adiacenze e un labirinto. La famiglia
dei Santa Sofia era già prima insediata in questi territori,
forse ancora nel XII secolo: infatti un disegno risalente a quest'epoca
mostra già l'esistenza di un edificio. La famiglia Sceriman,
di origini armene, divenne proprietaria della villa e dei terreni
circostanti nel 1740. Il complesso venne completamente restaurato
ed ampliato nel 1959. Oggi la villa è adibita ad azienda
vitivinicola; le ex- scuderie ospitano l'enoteca con possibilità
di degustazioni enogastronomiche.
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Dove:
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Vigodarzere |
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Web:
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Email:
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Telefono:
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049.8871059 |
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Villa Zigno detta "La Certosa"
In riva al fiume sorge il complesso architettonico dell'ex-Certosa
del XVI secolo. Visitabili il chiostro maggiore (con conci in
cotto e archi a tutto sesto) e quello minore (con colonne doriche
ad anelli sovrapposti).
Il vasto complesso archittettonico sede dei Certosini
dal 1550, è oggi in gran parte trasformato in azienda agricola
e versa in stato di abbandono. Un documento religioso permette
di fissare la data iniziale dei lavori nel 1534. Vi operarono
Andrea Moroni, attivo a Padova, a cui si deve la facciata della
chiesa e Andrea Della Valle, istriano, nominato architetto della
fabbrica nel 1560. Soppressa la comunità conventuale nel
1768, andarono distrutti parte dei chiostri, il campanile, le
cappelle e la cupola della chiesa e asportati pregevoli dipinti.
La chiesa, dedicata ai santi Girolamo e Bernardo, una volta ridotta
di dimensioni, venne utilizzata come tomba di famiglia dei De
Zigno. Si sono salvati due lati del primo e due del secondo chiostro
su cui si aprono tre celle a due piani, separate sul retro da
un porticato doppio. Il chiostro maggiore è elegante con
conci in cotto a quadrelli sagomati sulla balaustra che chiude
gli ariosi archi classicheggianti; il minore, retto da colonne
doriche ad anelli sovrapposti e da arcate in bugnato, è
rustico ed insieme raffinato. Il complesso fu adattato ad abitazione
nel secolo XIX e subì nel corso dei secoli notevoli cambiamenti.
Oggi, impegnativi lavori di restauro stanno riportando all'aspetto
originale i vari chiostri, la foresteria, le celle monacali e
la chiesa.
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Dove:
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Villanova
di Camposampiero |
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Web:
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Email:
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Telefono:
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049.9222111
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Villa Badoer Micheli Ruzini
Bella villa affrescata risalente al secolo XVI. Oggi sede del
Municipio di Villanova di Camposampiero.
L'edificio venne edificato per volere della famiglia
Badoer nel Cinquecento, ma l'aspetto attuale risale al Settecento,
quando vennero fatte numerose modifiche, tra le quali l'aggiunta
delle ali laterali e del pronao tetrastilo con colonne ioniche
sormontate da timpano. All'interno le sale sono decorate con affreschi
che narrano episodi tratti da Battaglie della Serenissima e le
vicende della famiglia Ruzini. L'oratorio, fatto edificare da
Girolamo Ruzini sul finire del Seicento, è stato demolito
in epoca recente.
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Dove:
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San Giorgio in Bosco
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Web:
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Email:
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Telefono:
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049 9453211 |
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Villa Bembo
Dimora nobiliare veneziana risalente alla seconda metà
del XVI secolo, le cui imponenti barchesse, restaurate dallAmministrazione
comunale, dal 2001 ospitano il Municipio. Il complesso necessita
di urgenti restauri.
Situata a lato della chiesa parrocchiale, mostra
ancora di essere stata un bel complesso edilizio di notevole rilievo
architettonico. Distribuiti nellampio spazio, un tempo recintato
da muretta, restano il palazzo con loggia centrale al piano terra,
ai lati due barchesse porticate ed altre adiacenze. Vi era pure
unoratorio scomparso già verso la fine del 1800 e
di cui non si sa lubicazione. Da segnalare il cancello in
ferro battuto, pregevole lavoro artigianale, unico superstite
dell'antica recinzione esterna.
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Dove:
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Campo San Martino
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Web:
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Email:
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Telefono:
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Villa Breda
Costruita su incarico dell'ingegner Ernesto Breda come residenza
di villeggiatura. Nel 1956 è divenuta proprietà
dell'ULSS di Cittadella, prima come casa di cura, poi come ricovero
per anziani.
La villa è stata fortemente rimaneggiata
ed ampliata nel corso dell'Ottocento, epoca a cui risale la lunga
barchessa. La villa si imposta su pianta rettangolare, con due
corpi aggettanti che inquadrano la parte centrale del prospetto.
Questo presenta al piano terra tre aperture a pieno sesto. La
decorazione del sottotetto in stile secessione viennese è
stato eseguito nel corso dei restauri di fine Ottocento.
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Dove:
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Montegrotto Terme
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Web:
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Email:
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Telefono:
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049.793384 |
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Villa Draghi
Inserita nello splendido scenario di un parco che ricopre una
superficie di circa 316.000 mq., è localizzata su di un
poggio di mezza costa del Monte Alto (207m), nella cittadina termale
di Montegrotto Terme.
La villa, ora abbandonata e in forte stato di
degrado, venne edificata in stile eclettico tra il 1848 ed il
1850 su un preesistente edificio settecentesco ed è caratterizzata
da merlature di coronamento e facciate con finestre ogivali. Trentasei
erano gli ambienti che costituivano il corpo principale del palazzo
che si sviluppava su più piani; a questo si affiancavano
la foresteria, una stalla e la chiesola, al di sotto
dei quali si estendevano le cantine. Il parco è ora utilizzato
come area di verde pubblico comunale.
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Dove:
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Bagno |
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Web:
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Email:
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Telefono:
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049.5380008 |
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Villa Widmann Borletti
Uno dei maggiori complessi monumentali del Padovano. Centro di
cultura e arti accolse ospiti illustri tra cui Goldoni e Pastò.
La villa sorse nella seconda metà del Seicento
sull'area in precedenza occupata dal monastero e dalla chiesa
di San Michele ed è tradizionalmente attribuita a Baldassar
Longhena (sebbene si sia fatto il nome anche di Andrea Cominelli
e di Domenico Rossi). I conti Widmann, patrizi veneziani originari
da una famiglia mercantile della Carinzia, eressero la villa in
centro al paese e ne fecero il centro della loro corte agricola
e cenacolo culturale. La facciata principale del palazzo, prospiciente
la piazza, si ispira alla veneziana Cà Rezzonico. Pareti
e soffitti dei saloni interni sono affrescati con scene allegoriche
e mitologiche attribuite a vari pittori settecenteschi tra cui
G.B.Pittoni e D. Pastò, autore anche dei fondali scenici
del teatro della villa. Il teatro era molto conosciuto nel Settecento
per la presenza di Carlo Goldoni e di attori della Commedia dell'Arte.
Nell'ampio giardino di gusto francese sono presenti ben 190 statue
a grandezza naturale, commissionate dai Widmann ad Antonio Bonazza,
raffiguranti contadini, cavalieri, popolani e gentildonne dell'epoca.
Alla villa è annessa un'azienda vinicola.
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Dove:
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Sant'Elena d'Este
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Web:
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Email:
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Telefono:
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0429.690021 |
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Villa Miari de Cumani
Originariamente una fortezza medievale, l'edificio fu ampliato
e reso abitativo nella seconda metà del Seicento e poi
ristrutturato come villa nel XVIII e XIX secolo. Possibilità
di soggiorno con sistemazione Bed&Breakfast.
La villa sorse probabilmente su una fortificazione
medievale, adeguata ad abitazione nel Seicento, quando subì
un ulteriore ampliamento. L'aspetto attuale risale però
alla fine dell'Ottocento. La villa è circondata da una
cinta muraria merlata ed è composta da più corpi
collegati tra loro. All'interno si può ammirare una notevole
biblioteca con l'arredamento originale del XVIII secolo, una bella
sala "dei Ventagli" decorata agli inizi del Novecento
da Achille Casanova ed altre sale tra cui quella detta "del
Palma" dove sono custodite le tele attribuite a Palma il
Giovane. Il vasto parco di circa otto ettari è stato ideato
e realizzato da Giuseppe Jappelli attorno al 1860 in perfetto
stile romantico e vi sono sistemate piante esotiche, piccole costruzioni
di gusto eclettico, una grotta e un laghetto. Interessante anche
la grande barchessa, utilizzata come deposito di attrezzi rurali.
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Dove:
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Battaglia Terme |
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Web:
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www.castellodelcatajo.it
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Email:
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info@castellodelcatajo.it
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Telefono:
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049.9100411 |
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Villa Obizzi - Castello del
Catajo
Imponente complesso il cui aspetto esterno richiama decisamente
l'immagine di una fortezza militare. Dalle ampie terrazze esterne
si gode una splendida vista sull'anfiteatro collinare che circonda
il castello.
Il Catajo sorge sulle pendici del Montenuovo ed
è circondato da un ampio giardino con vari elementi architettonici
e scultorei. L'edificio venne costruito tra il 1570 e il 1573
come villa privata, anche se per la sua imponenza ed il suo aspetto
fortificato non è inappropriato l'appellativo di "castello".
La villa venne costruita su progetto dell'architetto Andrea della
Valle per volere del condottiere Pio Enea I degli Obizzi, famoso
per aver inventato l'obice, rispecchiandone in questo modo il
carattere militare. Dopo l'estinzione della famiglia, il castello
passò dapprima agli Estensi, poi agli Asburgo che lo sfruttarono
come tenuta di caccia. Nel 1929 divenne, infine, proprietà
della famiglia Dalla Francesca, attuale proprietaria. La struttura,
di proporzioni imponenti (vi sono più di 350 stanze), è
abbellita all'interno da un importante ciclo di affreschi dipinti
da Gianbattista Zelotti, allievo di Paolo Veronese, con partiture
architettoniche entro cui sono le Gesta degli Obizzi ordinate
in sequenza cronologica. Il vasto parco circostante è ricco
di alberi secolari e presenze vegetali di notevole interesse.
Una parte del parco si snoda sulle pendici di un piccolo colle
ed era un tempo riserva di caccia dei proprietari, da cui il nome
Parco dei Daini. Il complesso può ospitare congressi, convegni
e feste.
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Dove:
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Piombino Dese |
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Web:
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Email:
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Telefono:
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049 9365017 |
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Villa Cornaro
Villa del XVI sec., opera di Andrea Palladio, di particolare interesse
poichè si tratta di una delle poche ville da lui progettate
priva di barchesse. Interessante il vasto salone aperto alla campagna
ma separato dal pronao.
La villa venne progettata da Andrea Palladio tra
il 1551 e il 1554 su commissione del nobile veneziano Giorgio
Cornaro, che volle edificare una dimora che servisse alla famiglia
durante il periodo della semina e del raccolto. L'edificio si
sviluppa su due piani a pianta quadrata, con due facciate: una
verso la strada, l'altra verso la campagna. Ancora incompleta
nel 1582, la villa venne terminata (forse sotto la direzione dello
Scamozzi) nel 1596, con l'inserimento del loggiato al piano superiore.
All'interno, l'atrio rettangolare è retto da quattro colonne
architravate. Alle pareti le nicchie ospitano statue rappresentanti
personaggi di casa Cornaro, opera di Camillo Mariani. Mattia Bortoloni
vi dipinse un ciclo di affreschi tra il 1716 e il 1718. Da notare
anche gli splendidi caminetti di marmo e gli stucchi settecenteschi
di Bartolomeo Cabianca. Ammirevole l'originale distribuzione delle
stanze con l'atrio al piano terra e la sala al piano superiore
che assolvono il ruolo di collegamento tra le varie stanze dell'edificio,
esaltandone così l'ampiezza. Da notare infine le numerose
colonne e le candide statue che arricchiscono l'interno assieme
ad affreschi settecenteschi con episodi biblici.
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Dove:
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Torreglia |
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Web:
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Email:
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Telefono:
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049 5211118 |
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Villa dei Vescovi
Elegante residenza cinquecentesca a pianta quadrata immersa nel
verde dei Colli Euganei. Di particolare interesse gli affreschi
interni a motivi floreali.
La villa sorse agli inizi del cinquecento sui
resti del castello medievale di Torreglia, su progetto dell'architetto
veronese Giovanni Maria Falconetto, quale residenza estiva del
vescovo di Padova. La costruzione, proseguita nel 1567 sotto la
guida di Andrea della Valle, giunse a termine una decina di anni
dopo. La massiccia struttura della villa si staglia nel giardino
con delle poderose arcate al piano terra, riproposte più
leggere nel loggiato del primo piano. Al suo interno si conservano
degli affreschi a motivi floreali e raffigurazioni mitologiche
attribuite al pittore fiammingo Lambert Sustris (metà sec.
XVI.).
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Dove:
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Monselice |
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Web:
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www.lispida.com |
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Email:
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info@lispida.com
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Telefono:
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0429.780530 |
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Villa Italia - Castello di
Lispida
Il monastero di Lispida e le successive modifiche archittettoniche
sorge in posizione isolata e tranquilla nel cuore del Colli Euganei.
Gode di un ambiente ideale per la coltivazione della vite e dell'olivo.
La costruzione sorge sui resti di un convento
di Agostiniani fondato nel XII secolo. Nel 1792 i resti del monastero
vennero acquistati dai conti Corinaldi, che fecero edificare la
villa e iniziarono l'attività di produzione di vini, divenuti
famosi in tutta Europa, così come le cantine, scavate nella
roccia del monte per un'estensione di circa 2000 metri quadrati
(le più grandi cantine storiche del Veneto). Durante la
prima Guerra Mondiale vi fu ospitato Vittorio Emanuele III, da
cui acquisì il nome di Villa Italia. Divenuto di proprietà
degli Sgaravatti nel 1926 e abbandonata per alcuni decenni la
vocazione vitivinicola, il complesso completamente restaurato
è poi ritornato a quest'attività.
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Dove:
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Monselice |
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Web:
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Email:
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Telefono:
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0429.781970 |
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Villa Emo Cortuso Maldura
Costruita dall'architetto Vincenzo Scamozzi con una chiara influenza
palladiana. Composta da un blocco isolato molto semplice. Da segnalare
inoltre il giardino all'italiana.
La villa venne edificata nel 1588 su progetto
di Vincenzo Scamozzi per la famiglia dei Contarini. Passata in
proprietà dei Maldura, la villa venne infine acquisita
dagli Emo Capodilista. Essa è caratterizzata dal pronao
aggettante sostenuto da quattro colonne corinzie con capitelli
in cotto, cui si accede da due rampe di scale laterali. Durante
i recenti restauri sono riapparsi all'interno alcuni lacerti di
affreschi che, secondo la tradizione, sarebbero opera di Paolo
Veronese. Il giardino all'italiana è di recente realizzazione:
i lavori hanno ripristinato le peschiere originali.
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Dove:
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Cadoneghe |
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Web:
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www.villadaponte.it |
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Email:
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info@villadaponte.it
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Telefono:
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049.8876822 |
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Villa Da Ponte ora Vergerio
Villa del XVII secolo, che ha subito numerosi rimaneggiamenti
nel corso dei secoli successivi. Di notevole interesse la Sala
da Musica.
La villa prende il nome dalla nobile famiglia
veneziana che già dal 1600 qui aveva vasti possedimenti.
La costruzione fu voluta come casa di villeggiatura dal N.H. Nicolò
Da Ponte verso la metà del Settecento, ampliando verso
Est i già esistenti fabbricati dellazienda agricola.
Il corpo ad "U" mostra verso Ovest la facciata principale
con la Sala da Musica, vero gioiello del complesso, e a fianco
con il piccolo campaniletto, loratorio dove sono sepolte
le salme dei Da Ponte. Una lapide sul frontespizio delloratorio
ricorda il giorno della consacrazione (14 ottobre 1749) a S. Giuseppe
con la presenza di Lorenzo Da Ponte fratello di Nicolò,
allora vescovo di Ceneda, ora Vittorio Veneto. All'interno della
villa sono visibili gli splendidi affreschi attribuiti al tiepolesco
Giambattista Crosato, risalenti al 1743. Lintera composizione
riveste un notevole interesse artistico e storico particolarmente
per la vivacità cromatica e lariosità dellinsieme.
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Dove:
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Vigonza |
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Web:
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Email:
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Telefono:
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Villa Da Peraga
Ledificio più importante del paese è il Castello
dei Da Peraga. Acquistato nel 1885 dal Comune, occupa il
luogo dove un tempo sorgeva la fortezza dei Peraga.
Dellesistenza di un castello a Peraga si
ha notizia dal 1958, fu quasi completamente distrutto nel 1319
da Jacopo da Carrara; gli abitanti e le carte topografiche hanno
sempre indicato il luogo come Il Castello. Nei tempi
del dominio veneziano, il castello, già così legato
alle vicende della storia padovana (i Da Peraga risultavano essere
per importanza la 2^ famiglia del padovano), perse il carattere
di fortezza per le mutate condizioni politiche, militari e sociali
e divenne un palazzo-castello, dimora abituale di villeggiatura
di famiglie signorili come i veneziani Michelis. Il palazzo-castello
del 1400 a seguito di numerosi rimaneggiamenti e passato a vari
proprietari, acquisì lattuale struttura di dimora
mobiliare veneta (villa Bettanini). Nel corso del 1800 fu aggiunta
lala ovest e fu scavata una canaletta intorno alla villa,
di gusto romantico, oggi interrata. Dalla nobile famiglia dei
Da Peraga uscirono personaggi illustri, dei quali il più
celebre fu Bonaventura (1332-1388), teologo Cardinale agostiniano,
al quale è dedicata la via principale. Il castello oggi,
con gli ampi spazi che mette a disposizioni a tutta la comunità
vigontina, con lampio parco, vero polmone verde, è
luogo di manifestazioni, iniziative ed incontri sociali a favore
della cittadinanza.
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Dove:
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Monselice |
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Web:
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Email:
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Telefono:
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0429.72628 0429.783026
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Villa Duodo Valier
Proprietà della Regione Veneto, oggi sede dell'Istituto
di Idrologia dell'Università di Padova. Da notare l'imponente
scalinata.
Nel 1592 Pietro Duodo incaricò l'amico
Vincenzo Scamozzi di costruire una villa e una nuova chiesa sui
resti di un antico fortilizio carrarese e di un convento di monache.
Lungo la strada che portava alla villa furono innalzate sette
cappelle per le indulgenze. Intorno al 1740 Andrea Tirali eresse
una nuova ala. Egli arricchì la facciata della villa di
statue e rilievi. Sul retro della villa fu edificata un'imponente
scalinata che seguiva il declivio del monte. Gli interventi successivi
alla costruzione dello Scamozzi diedero un'eccessiva teatralità
alla struttura ma rimane comunque una testimonianza di effetto.
Sulla piazza, all'interno di nicchie, i busti di tre Duodo, opera
di Alessandro Vittoria. Numerosi interventi hanno reso di scarso
interesse gli interni della villa.
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Dove:
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Mandriola |
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Web:
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www.villamolin.it
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Email:
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info@villamolin.it
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Telefono:
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049 8670344 |
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Villa Molin
Sorge alle porte di Padova lungo il canale della Battaglia presso
il ponte della Cagna.
La villa fu commissionata nel 1597 dall'ambasciatore
veneziano Nicolò Molin e realizzata da Vincenzo Scamozzi.
Ha una pianta centrale quadrata con un pronao con colonne ioniche
sul lato canale, che chiaramente richiama la Rotonda del Palladio.
Nella guerra 1915-18 la villa fu usata dagli alti comandi militari
e fu sede dei negoziati che precedettero l'armistizio di Villa
Giusti (3-11-1918) che pose fine alla guerra.
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